Gare clandestine? No, grazie! Amiamo la guida sportiva e le nostre auto speciali, ci piace sentire il brivido dell’accelerazione,
l’ebbrezza di una buona staccata e godiamo nel controllare l’auto in curva quando viene impegnata al limite. E' bello fare vita di club, partecipare ai raduni e metterci in mostra. Siamo in tantissimi ad essere contagiati da questa passione per i motori e tutto ciò si sposa con il “tuning”, quella sana mania di rendere più bella e più performante la propria supercar. Tuning significa infatti “elaborare” la propria auto e personalizzarla, operazione del tutto consentita in Germania (dove la legislazione permette di omologare moltissimi interventi) e purtroppo con grandi limitazioni in Italia, dove si rischia di sconfinare nell’illegalità a causa di una burocrazia volutamente contorta sulle procedure di omologazione. Sia ben chiaro a tutti: il tuning non ha niente a che vedere con le “gare clandestine” delle quali purtroppo si parla erroneamente. I media Infatti fraintendono e puntualmente giudicano come gara clandestina qualsiasi ritrovo dove i ragazzi vogliono solo confrontarsi ed esibirsi con le proprie auto. Alla guida di vetture completamente originali e in occasione di pure esibizioni (non gare di velocità) si sono registrati brutti incidenti come quello accaduto a Bologna (il 6 maggio del 2000) dove perse la vita Erica Conficconi (a causa di una BMW originale rubata da un albanese alla guida poi scappato) e ultimamente a Roma dove Marco, 16 anni, ha perso il controllo della vettura (Opel Astra originale di sua madre), entrambi per esibire le capacità di una guida spettacolare. Piste aperte per i track day, motto di ELABORARE "Corri in pista sulla strada", gare di accelerazione (CSAI regolarmente organizzate), la realtà consolidata dei club e dei raduni serali, l'ASCAR (l’associazione italiana dei produttori di accessori) e il My Special Car Show (la più importante fiera del settore in Italia): questo è il vero tuning! Per le esibizioni e le prove esistono la pista e i videogiochi, dove in tutta sicurezza ogni possibile errore viene “perdonato”. Non si può quindi approfittare degli abusi di pochi per mortificare la sana passione di tanti!
Giovanni Mancini
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