Tecnica Turbocompressori maggiorati
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Tecnica: turbocompressori maggiorati

di
 redazione

Per chi è alla ricerca di potenze molto elevate, l’adozione di un turbocompressore sostitutivo rappresenta la soluzione ideale. Ci sono fattori, però, che vanno tenuti nella massima considerazione per ottenere i risultati sperati. Diciamola tutta: provate a postare su un social la foto di un turbocompressore grosso come una padella formato famiglia e confrontate quanti “mi piace” otterrete rispetto a quella di un turbo di serie. Inutile anche fare l’esperimento… il turbo grosso fa cavalli, e audience! Quando, infatti, si decide di varcare certe soglie psicologiche in termini di potenza, la base dell’elaborazione è sempre il turbo. Ma la scelta non è così naturale come possa credersi e, spesso, bisogna costruire un’intera macchina intorno ad esso se lo si vuole sfruttare nel migliore dei modi. Chi si imbarca in queste imprese tende a trascurare il fatto che non basta cambiare un turbo per fare una mandria di cavalli e che, oltre ad essere tanti, devono essere di razza buona… e con le gambe lunghe!

turboocompressore Garrett

Una catena di fattori connessi – Con l’elaborazione dei turbocompressori originali, abbiamo visto che si possono raggiungere ottimi risultati con delle spese relativamente contenute, visto che tubazioni aria e olio nonché accessoristica vanno benissimo anche di serie. È possibile spremere facilmente 20-30 CV in più e, al massimo, sono necessari degli iniettori maggiorati o uno scarico più libero. Quando si parla invece di turbocompressori sostitutivi, il discorso cambia radicalmente. Il primo passo, se si è fortunati, è di adattare la flangia di scarico al nuovo turbo, ma spesso si rende indispensabile montare un collettore di scarico realizzato ex novo, con i giusti diametri e con la medesima lunghezza di ogni tubo. (…)

Una scelta importante – Quando si sceglie di montare un big turbo è importante avere le idee chiare in merito a cosa si va incontro. Innanzitutto non si deve mai fare da “cavia” perché, salvo rarissime eccezioni, la scienza insegna che non fanno mai una bella fine! Avendone la possibilità, in primo luogo si dovrebbe provare una macchina già elaborata e con quel turbocompressore. Chi crede che con un turbo sostitutivo di grandi dimensioni si possa soltanto migliorare, ha completamente sbagliato strada! Escludendo infatti i turbodiesel o i turbo a geometria variabile, il rischio di trovarsi con un propulsore vuoto fino a 5.000 g/m e con 2.000 giri di utilizzo è tutt’altro che remoto. Senza la dovuta esperienza si può pensare di accettare un guadagno di 150 CV o anche di più, perdendo qualcosa “sotto”… Beh, non sempre le cose stanno così! Personalmente ho visto molti appassionati optare prima per un big turbo e poi tornare indietro. (…)

 

Ci sono turbo e turbo! – I turbocompressori a geometria variabile caratterizzano i motori diesel, ma purtroppo non sono altrettanto diffusi su quelli a benzina (salvo rare eccezioni, come la Porsche 911 Turbo). L’impiego del turbo giusto, quindi, è frutto di una scelta oculata: o ci si rivolge ad un preparatore esperto, o bisogna studiare una soluzione personalizzata per ottenere un buon risultato. Ad esempio, i turbocompressori con asse giranti montato su cuscinetti entrano in pressione circa 500 giri prima di un modello con boccole, il che è già di grande aiuto. La cosa più importante, comunque, è valutare tutti i parametri che possono definire le caratteristiche di un turbocompressore. Il primo in assoluto, quello più citato “in letteratura”, è il rapporto A/R, un numerino sovente stampigliato sulle chiocciole. (…)

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Morale della favola… – Cerchiamo di mettere insieme i cocci di tutta questa storia, per evitare di rimettere insieme i cocci del motore! Primo: se non si ha un budget faraonico, evitate di imbarcarvi in imprese disperate nonostante tutte le rassicurazioni che possiate ricevere! Poi, dalla parte di chi spende ci sarete sempre e solo voi, non chi vi consiglia! Secondo: un turbo grande ha spesso un ritardo di risposta più grande e un arco di utilizzo più ristretto. Ciò implica la necessità di rivedere anche la rapportatura del cambio, a meno che non accettiate di contare fino a 4 prima di riavere tutti i cavalli tra una marcia e l’altra. Mentre voi contate, gli altri spariscono! (…)

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