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Progresso irrefrenabile!
Dall'iride di F.1 alla pinza dotata di 16 pistoncini: per Tar-Ox solo il progresso è senza freni
Vent'anni di G88 Lo scorso luglio ha compiuto 20 anni il modello G88 dei dischi freno Tar-Ox. Cinque lustri sono un traguardo importante per un tipo di disco freno creato quando si telefonava ancora con i gettoni. Fondato su un processo produttivo particolarmente complesso e sofisticato, e realizzato su macchinari costruiti in proprio, il modello G88 è stato l'antesignano di tutti i dischi sportivi vantando scarsissimi tentativi di imitazione. I dischi G88 sono meno soggetti a surriscaldamento, poiché i quaranta solchi dividono la superficie frenante in settori più piccoli che dissipano meglio il calore; inoltre contribuiscono a creare un effetto Venturi che elimina i residui della pastiglia e i gas generati dal suo attrito con il disco. Il trattamento termico a cui viene sottoposto ne esalta la resilienza, mentre la rettifica finale di precisione rende la superficie del disco perfettamente planare. Il modello Tar-Ox G88 è subito riconoscibile per le 40 scanalature sulla superficie frenante (profonde 1,3 mm e larghe 1 mm), dal colore scuro dei mozzi dovuto al trattamento termico e dalla superficie della pista frenante estremamente levigata. Certificato TUV all'inizio del 2002, ha recentemente ottenuto la prestigiosa omologazione ABE: ciò significa che in vari Paesi europei, tra cui la Germania, i dischi modello G88 possono essere sostituiti a quelli della vettura originale senza invalidarne la garanzia. E’ consigliato per tutti gli usi stradali, per ogni condizione atmosferica, per qualunque vettura (dalla Fiat Panda alla Porsche Cayenne), e vanta una gamma di applicazioni vastissima per auto dalla metà degli anni '60 fino ai nostri giorni.
La nuova pinza B33 La nuova pinza B33 ideata per dischi dal diametro compreso tra 325 mm e 335 mm, ideale quindi per campionati come il BTTC inglese dove il massimo diametro consentito per i dischi freno è limitato a 330 mm. Come tutte le altre pinze Tar-Ox, anche la B33 è ricavata dal pieno con macchine a controllo numerico per offrire il miglior rapporto tra peso e robustezza. Disponibile nella versione a 6 pistoni (Evo 6) e in quella a 10 pompanti (Evo 10), è stata progettata per essere utilizzata in ogni competizione (gare in salita, sprint, endurance, rally). L'esclusivo sistema Tar-Ox di protezione delle camere dei pistoni evita l'infiltrazione di agenti esterni (polvere, fango, ecc.) e, contrariamente ai prodotti analoghi offerti dalla concorrenza, non richiede alcuna revisione a meno di eventi traumatici come gli incidenti. Il fatto che sia costruita e assemblata in piccoli lotti interamente all'interno degli stabilimenti Tar-Ox permette un immediato travaso nel ciclo di produzione di qualsiasi miglioramento ed evoluzione tecnica realizzata in fase progettuale, secondo uno dei pilastri della filosofia costruttiva Tar-Ox. Sebbene inizialmente sia concepita per le competizioni, la pinza B33 è ideale anche per l'uso stradale sportivo e costituirà il nuovo "default" per tutti i kit di trasformazione Tar-Ox con dischi di diametro intorno ai 330 mm.
Azienda
Dalla Formula 1 al tuning
Ha vinto in Formula 1 a soli 4 anni! Non stiamo parlando di un "enfant prodige" ma della Tar-Ox, Azienda nata nel 1976 che nel 1980 debutta nella massima formula equipaggiando alcune fra le principali squadre di allora. Tutto inizia al Gp del Belgio, a Zolder, una pista molto severa per gli impianti frenanti, quando Didier Pironi decide di montare sulla sua Ligier gli speciali pistoncini anticalore aggiudicandosi la vittoria. Successivamente anche Alfa Romeo, Lotus, March, McLaren, Renault e Williams adotteranno i pistoncini anticalore Tar-Ox, con quest'ultima squadra che nel 1982 vincerà il mondiale con Keke Rosberg. Un percorso d'eccellenza che colloca rapidamente ai vertici l’Azienda fondata da Gianni Taroni grazie alla ricerca, quasi maniacale, delle prestazioni ottimali dei freni. La reputazione acquisita nelle competizioni non ha impedito a Tar-Ox di essere tra i precursori del tuning stradale. Nel 1983 arriva il primo disco baffato, il modello C83, seguito nell'88 dal lancio del mitico G88. Negli anni '90 inizia l'era delle pinze pluri-pistoni e dei kit maggiorati. Attualmente sono disponibili ben 4.500 applicazioni con 20 tipi di pinze dotate fino a 16 pistoncini. La scelta dei dischi spazia tra 100 diversi modelli, tutti rettificati a mano per garantire la perfetta planarità. Infine ricordiamo che dal 2004 la produzione Tar-Ox è certificata secondo le norme UNI EN ISO9000 e uniformata ai requisiti del KBA tedesco. Dietro ogni applicazione ci sono continue prove su strada e anche su pista (per riprodurre le condizioni più esasperate), la ricerca di nuovi materiali e di soluzioni tecniche d’avanguardia sia per le vetture stradali che da competizione.
Taroni & C. S.a.s. Via Milano 24, 23875 Osnago (LC) Tel. 039/587814
Ecco come nasce una pinza Tarox: i lingotti di alluminio, sottoposti a lavorazioni con macchinari a controllo numerico, diventano pinze ad alte prestazioni.
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