Truck camion alla DAKAR Kamaz recupera su Iveco Petronas

DAKAR 2014 truck – Gerard De Rooy, alla guida del suo Iveco Petronas, a poche tappe dalla conclusione della Dakar 2014, comanda ancora la classifica generale ma stage dopo stage viene incalzato sempre di più da Karginov (Kamaz), vincitore di due tappe delle ultime quattro. A dividerli solo 7 minuti e 55 secondi e tutto fra presagire, salvo sorprese dell’ultima ora, che la vittoria finale si trasformi in un arrivo in voltata fra loro due.
Nel DECIMO stage, da Iquique a Antofagasta, soddisfazione per l’equipaggio ceko composto da Ales Loprais, Bruynkens e Pustejovsky, quarti nella graduatoria generale, che hanno condotto alla vittoria il loro Tatra T815-2. 
Nel NONO, da Calama a Iquique, il russo ha guidato superbamente il suo Kamaz, completando la speciale in perfetta solitudine, in sole 4h58’09”.
Nell’OTTAVA tappa, da Salta/Uyuni a Calama, Karginov ha domato a dovere i 302 km di speciale caratterizzati da tanti dossi, sassi e molta polvere, coprendo la distanza della tappa in 2h53’32”.
Nella SETTIMA, quella che ha portato la carovana da Salta a Uyuni a trionfare è stato l’altro equipaggio russo della Kamaz, guidato da Eduard Nikolaev e daiu copiloti Evgeny Yakovlev e Vladimir Rybakov.
Nell’ UNDICESIMO stage la Dakar si sposterà da Antofagasta a El Salvador: 144 Km di collegamenti e 605 Km di speciale ripassando per il a deserto di Atacama, con le Dune di Copiapo,

De Rooy
Truck Dakar 2014 classifica provvisoria 9° giorno
1) De Rooy/Colsoul/Rodenwald (Iveco Torpedo) 36.37’45”
2) Karginov/Mokeev/Devyatkin (Kamaz) +13’28”
3) Nikolaev/Yakovlev/Rybakov (Kamaz) +1.21’41”
4) Sotnikov/Mizyukaev/Pustjovski (Kamaz) +1’23”26”
5) Loprais/Bruynkens/Pustejovsky (Tatra) +1’33”07”
6) Stacey/Ruf/Der Kinderen (Iveco Trakker Evo 3) +3.14’15”
7) Van Vliet/Pronk/Klein (Man) +3.38’42”
8) Shibalov/Amatych/Khisamiev (Kamaz) +3.40’51”
9) Kuipers/Torrallordona/Van Der Vaet (Man) +3.47’37”
10) Van Der Brink/Willemsen/Veenvliet (Ginaf) +4.54’57”

ELEONORA DAL PRÀ – Continua, nonostante le avversità, l’avventura del Team Rebel Troop con il loro Mercedes Unimog n.558 con la nostra Eleonora Dal Prà a bordo. Come di consueto vi proponiamo il racconto della driver vicentina:
Finalmente abbiamo iniziato la parte cilena del rally. Essere qui è per me motivo di grande gioia perché, da quando l’ho visto la prima volta, l’ho trovato incantevole! Degli scenari mozzafiato, molto diversi tra loro, anche le dune non sono mai uguali per caratteristiche e colori. Poi in lontananza si scorgono le Ande innevate e i vulcani ad incorniciare il tutto, nonché i vari salar che sbucano all’improvviso tra il giallo/arancio della sabbia. Ma non solo. Questo è un breve ritratto del deserto di Atacama, quello che attraverseremo noi durante la Dakar, e col quale oggi siamo entrati per la prima volta in contatto.Ma prima qualche parola sulla tappa ad anello di ieri, la 7ª, Salta – Salta: 755 km, 525 di speciale, successiva al giorno di riposo. Riposo che io mi sono potuta godere per la prima volta, in quanto alla Dakar 2011 ero già stata eliminata e nel 2012 ho passato la notte precedente nel deserto per tornare solamente il giorno dopo alle 6 di sera… (Concessione permessa solo nella tappa prima del riposo). Non si è trattata di una tappa semplice perché la pioggia incessante di sabato aveva provocato varie modifiche al terreno e molte parti erano state seriamente danneggiate, con i lati delle piste franati e molte più buche del previsto a causa del terreno, scavato sia dal maltempo che dal passaggio dei molti mezzi in gara. Si è trattato, comunque, di una SS lunga ma scorrevole, con tratti di terra dove si poteva procedere rapidamente e lasciarsi alle spalle svariati km in poco tempo, altri pezzi erano invece costellati di pietre, quindi meno veloci, e poi una zona sabbiosa, ma quasi sempre con pista dura in profondità.

La tappa di oggi, invece, la numero 8, Salta – Calama, è stata quella del passaggio dall’Argentina al Chile. La cosa più snervante è stato il trasferimento: ben 522 km! La SS invece oggi è stata breve, solo 302, per un totale di 823. Attraversando il confine, tramite il Paso di Sico, si potevano già notare gli scenari cileni di cui ho parlato prima… Wow! La speciale, soprattutto, è stata molto diversa da quelle affrontate finora in Argentina. D’ora in poi ci sarà molto più deserto, e già oggi la sabbia è stata presente durante tutto il percorso. Abbiamo attraversato un tratto di terreno più duro, quindi scorrevole, su di un paesaggio che sembrava lunare: c’erano plateau molto estesi dal colore scuro, con varie colline e saliscendi in cui si avanzava per CAP, dunque molta navigazione. Ma siamo anche entrati in qualche gola e abbiamo incontrato in generale parecchio fesh fesh, che complicava un po’ le cose. E poi tanti tagli nel terreno e attraversamenti. Direi una bella speciale, sabbiosa e non facile, ma questa è la Dakar e ogni giorno c’è da aspettarsi qualche difficoltà. Alcune sono manipolate dagli organizzatori per renderci la gara più dura, altre sono derivate dagli imprevisti che immancabilmente accadono. Insomma una miscela di pericoli e inconvenienti, che insieme danno vita a quella sensazione di stress che ci si porta dietro per tutto il tempo della gara, ma che dà un sollievo così liberatorio quando si vede il segnale della fine della speciale, che ripaga di qualunque sofferenza. 




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