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Crisi auto: mercato come nel 1979, Mercedes rilancia!

di
 Alessandro Vai

E’ inutile nascondersi dietro un dito. La crisi nelle vendite dell’auto c’è e si sente. A farne le spese sono le concessionarie e le case auto stesse. Un immobilismo economico che vede toccare tutti i settori.
Il mercato auto italiano fa un salto nel passato e nei primi sei mesi del 2012 le vendite tornano ai volumi di trentatré anni fa: un totale di 814.179 unità immatricolate. Oggi come allora, i principali indicatori macroeconomici e gli organismi internazionali lanciano segnali preoccupanti ma il mercato auto può fare la propria parte per stimolare la ripresa anche con l’azione del Governo.

La ricetta? Sono auspicabili provvedimenti come i tagli alla fiscalità su auto e carburanti, il supporto ai veicoli a basse emissioni e una fiscalità dell’auto aziendale in linea con quella europea, sono soltanto alcuni degli interventi che possono sostenere il necessario rilancio del mercato auto.

Cosa è avvenuto nel passato? Nel 1979 il ministro tedesco per l’Economia ed il Commercio dettava nuovi parametri per i consumi che imponevano ai costruttori tedeschi una riduzione dal 10 al 12% entro il 1985.
Mercedes investiva importanti risorse in ricerca e sviluppo e nella riduzione di consumi ed emissioni. La progettazione della Classe S del 1979 veniva influenzata dalla crisi petrolifera del 1973 e per questo molte specifiche del progetto erano volte al contenimento dei consumi. Si prevedevano una maggior efficienza dei propulsori, un miglior coefficiente di penetrazione aerodinamica ed un corpo vettura più leggero. Mercedes nel 1979 immatricolava 11.214 vetture, sfiorando l’1% di quota di mercato in Italia, conquistava 422.159 automobilisti in tutto il mondo e vendeva 258.975 veicoli industriali.  A distanza di trentatré anni, Mercedes ha incrementato la propria quota di mercato al 3,5%, con 4.530 vetture immatricolate in Italia a giugno 2012. Nel mondo nel 2011, sono diventate 1.380.000 le autovetture con la Stella, 264.000 i Vans e 426.000 i Trucks.

Giro di boa del 2012 – Della crisi se ne è parlato anche nel convegno “Il mercato dell’auto al giro di boa del 2012” che si è svolto oggi presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna dove Gianprimo Quagliano ha ipotizzato che il mercato automobilistico italiano dovrebbe chiudere il 2012 con circa 1.400.000 nuove immatricolazioni, tornando così ai livelli del 1979. Crisi dovuta anche al riacutizzarsi dei timori sulle prospettive economiche dalla seconda metà del 2011. C’è la speranza che nella seconda metà dell’anno 2012 si ricrei un clima di fiducia nella ripresa economica che potrebbe portare ad una certa ripresa delle vendite di autovetture.
Al convegno erano presenti Angela Montanari, preside della Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, di Umberto Seletto, PVL manager di Esso Italiana e di Giada Michetti, amministratore delegato di GL events Italia.
Romano Valente, direttore generale di Unrae, ha evidenziato come la crisi del mercato dell’auto abbia causato anche minori entrate per lo Stato: nei primi 6 mesi dell’anno, persi  1,5 miliardi di euro di gettito Iva, e 61 milioni di euro di IPT.  La previsione degli introiti derivati dal superbollo nell’intero 2012 è oggi inferiore di 31 milioni di euro rispetto alle aspettative. Presente anche Roberto Vavassori, presidente di Anfia e  Mario Beretta, vice presidente di Federauto. 

Rai News speciale Crisi dell’Auto
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