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Peugeot 208 T16 Pikes Peak

di
 Domenico Sofia

Con l’eclatante rapporto peso/potenza di 1 kg per CV, la Peugeot 208 T16 punta al trionfo nella gara in salita più ardua e prestigiosa di sempre, la Pikes Peak International Hill Climb

Era il 1988 quando la Peugeot prese parte alla Pikes Peak, aggiudicandosi la più rischiosa cronoscalata del mondo, con la 405 T16 condotta da Ari Vatanen. Ci aveva già provato l’anno precedente con tre 205 T16 Evo2 appositamente allestite, con 600 CV e vistosi alettoni, ottenendo però “solo” il 2°, 3° e 4° posto. L’anno seguente, nel 1989, replicò conquistando ancora una volta l’ambito trofeo sempre con la 405, ma poi decise di non andare oltre. Dopo 25 anni, il prossimo 30 giugno sarà di nuovo in gara con un’auto davvero estrema, la 208 T16 Pikes Peak.

Sébastien Loeb su Peugeot 208 T16 Pikes PeakIl percorso? Sempre lo stesso, una spettacolare salita sulle montagne statunitensi del Colorado con 18 tornanti secchi, 156 curve di ampiezza varia, tratti veloci da brivido e… burroni da segno della croce! L’unica non trascurabile differenza è che all’epoca il tracciato era totalmente sterrato e dei guardrail non c’era ombra, mentre ora la strada è tutta asfaltata ed essi proteggono le zone più rischiose. A dire il vero, fino al 2011 un buon tratto non asfaltato c’era ancora, poi ridotto al solo percorso finale nell’edizione 2012, e definitivamente eliminato in vista dell’edizione 2013. Per i puristi la decisione ha alterato per sempre il vero fascino della Pikes Peak, ma se da un lato la totale bitumatura ha reso ancor più importante la cura aerodinamica delle vetture più performanti, dall’altro non ha eliminato il problema del calo di potenza per la progressiva rarefazione dell’aria nell’arco dei quasi 1.500 metri di dislivello. Tutto ciò, tenendo anche conto che la partenza avviene già a quota 2.865 metri, mentre l’arrivo è posto a 4.301 metri. Il record della gara è stato stabilito lo scorso anno da Rhys Millen con una Hyundai Genesis turbo da 700 CV, sfruttando la totale asfaltatura che, di fatto, ha ridotto ancor più i tempi di percorrenza. Il vero asso della cronoscalata è però ritenuto il giapponese Nobuhiro “Monster” Tajima (classe 1950!), il primo a scendere sotto i 10 minuti nel 2011 con un prototipo “Unlimited” marchiato Suzuki mosso da un 3.1 litri V6 biturbo da 910 CV. Proprio in tale categoria, la più estrema e avvincente, sarà al via la Peugeot 208 T16 Pikes Peak condotta dal 9 volte campione mondiale rally Sébastien Loeb, che proverà a far meglio dei 9:46:164 del limite attuale. Vediamo com’è realizzata e le sue sensazionali performance.

Per vedere l’assemblaggio della Peugeot 208 T16 Pikes Peak spedita in colorado in vista dei test preliminari della mitica gara Pikes Peak dell’8 e 9 Giugno clicca qui

Peugeot 208 T16 Pikes Peak

Sébastien Loeb su Peugeot 208 T16 Pikes Peak e Grégory Guilvert su Peugeot 405 T16

Il resto dell’emozionante articolo sulla Peugeot 208 T16 Pikes Peak è su Elaborare 184

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