Quanto dura il giallo?

Quanto deve durare il giallo? A Chicago il sindaco accorcia il tempo del giallo ai semafori della città e toglie un decimo di secondo: così incassa 8 milioni.
Quanto deve essere effettivamente la durata e cosa dice la legge.

Sono arrivate multe a pioggia a tutti gli automobilisti di Chicago dopo che il sindaco di Chicago aveva deciso di ridurre il tempo del semaforo giallo da tre secondi a 2,9.

Il sindaco di Chicago, Rahm Emanuel è finito nella bufera per questo motivo avendo preso una decisione pesante per i cittadini che si sono visti presi in giro da questa mossa a tradimento a danno delle loro tasche.
Cambio delle regole all’improvviso senza avvertimenti: la fotocamera così non lasciava scampo. Sono state elevate ben 77.000 le multe, da 100 dollari ciascuna, per un totale di quasi 8 milioni di dollari in più nelle casse comunali!

Non è ancora chiaro se agli automobilisti multati verranno rimborsate queste multe.

Quanto dura il giallo al semaforo? Gli automobilisti, quasi tutti, non hanno la minima idea. Negli Stati Uniti: almeno tre secondi, come raccomanda il Dipartimento dei Trasporti. Ebbene, cosa accade se la durata della luce intermedia, quella tra il verde e il rosso, viene accorciata di un decimo di secondo? Poco o nulla, direte. Vi sbagliate.

La legge non indica una durata minima del periodo di accensione della luce gialla veicolare. Al riguardo, invece, norme tecniche sono dettate da enti di ricerca. In particolare lo studio pubblicato dal Cnr il 10 settembre 2001, nella determinazione dei tempi di giallo, indica durate di 3, 4 e 5 secondi per velocità dei veicoli in arrivo pari, rispettivamente, a 50, 60 e 70 chilometri orari.
Nella pratica, ai fini della massima uniformità applicativa, si adottano generalmente tempi fissi di 4 secondi per le strade urbane, e 5 secondi per le strade extraurbane.

“Il semaforo”
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=l1T9eXRNq6g[/youtube] La parodia di un film western decontestualizzato, con linguaggio minimalista, scarno ma essenziale, si mette in scena il raggiungimento di un impervio traguardo; metafora stessa della vita, che non ti lascia tranquillità neanche quando ne avresti più bisogno.

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