Mercedes C63 e C63 S AMG Portimao

Mercedes C63 e C63 S AMG testate sulla pista di Portimao (Portogallo). Berline (o station wagon) con rispettivamente 476 e 510 cavalli di potenza massima e 650 e 700 Nm di coppia massima. Quando la classe non è acqua.

Prendete una Classe C, berlina lunga 4,756 metri, larga 1,839 metri ed alta 1,426 metri, e shakerate tanti cavalli ottenuti da un motore costruito (ed autografato, ndr) interamente da una sola persona secondo la filosofia del “One man, one engine”, cosa ottenete? Prestazioni esaltanti, cattiveria e ruote fumanti. Ecco, è esattamente il caso della Mercedes C63 AMG.

Ad Affalterbach non ci sono andati con il piede leggero, metafora questa che cade a pennello dato il tema, nello sviluppare il motore V8 biturbo da 476 cavalli e 650 Nm di coppia massima che equipaggia la C63 AMG, ma ancora meno nello spremere i 510 cavalli ed i 700 Nm dei quali si fregia la C63 S AMG. Noi abbiamo avuto modo di strapazzare queste due berline ad alte (altissime) prestazioni in un circuito che definiremmo una sala giochi per adulti: Portimao.

Sali a bordo, pelle e carbonio ovunque. Giri la chiave, un display di bordo con tutte le informazioni ti abbaglia. Accendi il motore, la tonalità di scarico ti cattura. Casco in testa e modalità Race fanno presagire cattive intenzioni, ma la C63 S AMG entra in pista spavalda, senza farsi intimorire dai presupposti ma con tutta l’intenzione di dimostrare il suo valore. Qualche giro di ricognizione ci permette di conosce un po’ l’auto e le traiettorie della pista, ma poi giù di gas e cerchiamo di strapazzare questi 92.800 euro (83.410 euro per la C63 AMG “normale”) su quattro ruote per capire se la spesa ne valga o meno la pena.

La Mercedes C63 S AMG scivola tra i cordoli con una naturalezza disarmante, praticamente una sportiva a tutti gli effetti ma con i vantaggi di una berlina. Vedi la curva e ti aggrappi all’impianto frenante ad alte prestazioni AMG con dischi in composito, che lavora sodo per frenare i 1730 kg in ordine di marcia lanciati a velocità che su strada porterebbero alla liquidazione istantanea della patente: non mostra fading e non accenna a soffrire temperature di esercizio elevate, mantenendo una risposta sempre pronta e convincente. Parte l’inserimento in curva e l’assetto irrigidito dalla modalità di guida Race limita il rollio ed i trasferimenti di carico  mentre cerchi di sfruttare il pieno appoggio degli pneumatici 245/35 anteriori e 265/35 posteriori. Superi il punto di corda ed hai due opzioni, in base alla voglia/possibilità/divertimento/quello che vuoi: o spalanchi il gas e lasci galoppare una mandria infinita di cavalli che solo a contarli impiegheresti un’ora, oppure dosi sapientemente l’acceleratore. Ovviamente le reazioni sono due. Nel primo caso la trazione posteriore senza il vincolo dei controlli elettronici comincia a scaricare potenza e coppia a terra come se non ci fosse un domani, facendo partire l’auto in un sovrasterzo epico con annessa fumata bianca in stile proclamazione del Papa, reazione nettamente prevedibile e facilmente gestibile (e godibile) con un pronto controsterzo seguito da un dosaggio controllato del gas e ritorno in asse al momento del “ok, ora può bastare”. Nel secondo caso stai cercando di andare forte e ciò vuol dire che non puoi permetterti sbavature alla guida, attitudine alla quale la C 63 S si presta ugualmente bene ma anzi ti aiuta con una dinamica sincera che ti permette di capire esattamente quando sta arrivando il limite.

Dall’uscita di curva arrivi al rettilineo…..e sì, stavolta tocca al motore. Il V8 biturbo da 4 litri progredisce senza esitazioni: arrivi al limitatore ed il cambio a 7 rapporti AMG SPEEDSHIFT con paddle al volante ti fa passare al rapporto successivo in un batter di ciglia, poi di nuovo e di nuovo ancora fino a quando non arrivi a sbattere contro il limitatore elettronico posto a 250 km/h, ma che è possibile sbloccare per arrivare a quota 290 km/h.

Ma al di fuori dei cordoli? Settiamo la modalità di guida in Confort (le possibilità sono 5: Individual, Confort, Sport, Sport+ e Race, quest’ultima solo sulla C63 S AMG e non anche sulla C63 AMG) e ci godiamo il tragitto autostradale con la valvola allo scarico chiusa, le sospensioni più morbide e…..lo start & stop attivo. Non ci aspettevamo un’auto dalla comodità di un SUV, perchè anche se resa più “umana” dall’elettronica resta sempre rigida, quindi le sconnessioni dell’asfalto così come il rotolamento degli pneumatici si avvertono in modo a volte anche insistente. Tutto sommato, però, a differenza di una supercar in senso stretto questa C 63 S ti permette di guidare in totale sicurezza anche in caso di strade con avvallamenti improvvisi o sconnessioni di sorta. E questo è un bene.

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