TEST

La zampata di Sochaux

Un’originale show car pensata e allestita dalla Peugeot in collaborazione con Andreani Group e Motorquality, nella versione RCZ Arlen Ness

In una macchina come la Peugeot RCZ Arlen Ness, quello che conta è l’idea primigenia. E’ un modo di vedere e sentire l’auto che il tempo ha edulcorato, distorto, talvolta volutamente dimenticato. Le vere emozioni, quelle forti, che avvicinano la vettura alla moto e ai purosangue, a nostro umilissimo avviso, non si possono confondere. Un carro, seppur a quattro ruote motrici, rimane un carro, una diligenza; una vettura sportiva come la Peugeot RCZ, invece, ci riconcilia con il sogno stellato che guarda al futuro senza compromessi. Lo styling Peugeot, che ha sposato e privilegiato il concavo e il convesso, contro il trend dilagante delle forme sfaccettate ottuse e acute, si esalta nel profilo della RCZ.

Peugeot RCZ Arlen NessLe “gobbe” sul tetto ci hanno subito rimandato alla memoria le omologhe intuizioni stilistiche della Flaminia Sport, delle Abarth bialbero, della O.S.C.A. GTZ e dell’Aston Martin di Elio Zagato. Tutte idee scaturite durante uno dei periodi più prolifici e ottimisti della seconda metà del secolo scorso. Troppe cose orrende e negative vengono disegnate e costruite nel nome dell’insipienza e del pessimo gusto. Questo prototipo, orange & black, intende “bucare”, prendendo a prestito dal mondo della moto il brand del “Vate” Arlen Ness. Ness, un maestro, anzi per molti “il Maestro”, perché nessuno come lui, dai tempi dei “Digger” californiani, delle low ride “Rubbermount” e di tutte le altre ironiche diavolerie inventate nella customizzazione americana, rappresenta la “Stella Polare”…

Peugeot RCZ Arlen Ness

Il resto del suggestivo test sull’originale Peugeot RCZ Arlen Ness è su Elaborare 185.

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Cover Elaborare 185

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