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Abolizione superbollo auto 2015

Conto alla rovescia per il superbollo auto che dal 2011 grava sulle “supercar” con oltre i 185 kW (251 cavalli). Tassa flop con effetti devastanti e un errore molto caro fatto da una politica miope. Ma bisognerà attendere forse la fine del 2014.

Il Consiglio dei Ministri sta intervenendo pesantemente sulla burocrazia legata all’automobile con una bozza di riforma: si parla infatti anche dell’abolizione del superbollo che ha raso al suolo il settore delle auto sportive e di lusso, con gravi danni per l’erario e per tutta l’economia collegata (posti di lavoro compresi). Il superbollo ha fatto crollare le vendite delle supersportive in Italia “sopra soglia” dalle 2000 unità del 2008 alle circa 400 del 2013, con un boom di radiazioni per esportazione di quelle in circolazione.

La discussione di questa bozza di riforma (dl proposto dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi), è stata momentaneamente rinviata ma ci auspichiamo che il governo a breve la riprenda in esame: molto probabilmente l’eliminazione del superbollo sarà operativa a partire dall’anno prossimo 2015 anche se purtroppo si parla della facoltà di un aumento medio del 10-12% che sarà data alle Regioni.

E’ stata decisamente sballata la decisione d’introdurre il superbollo: questa soprattassa ha creato effetti devastanti. Secondo le stime iniziali doveva portare in cassa 168 milioni di euro e invece ne ha fatti perdere 140. Altre stime di associazioni dei costruttori, dei concessionari, delle società di leasing e noleggio e delle agenzie di pratiche automobilistiche, dicono che lo Stato ha perso 93 milioni di gettito Iva e 13 milioni di superbollo, le Regioni 19,8 milioni di bollo e le Province 5,2 milioni di Ipt e circa 9 di addizionale Rc auto.
E’ assurdo poi che sia proprio l’Italia ad applicare questa penalizzazione con una tassazione extra sulle supercar di cui siamo anche produttori ed esportatori in tutto il mondo. L’amministratore delegato di Bmw Italia Franz Jung ha affermato che ”ogni cliente dovrebbe poter comprare l’auto che vuole e non quella che lo Stato vuole per lui”.
Speriamo che si raggiunga l’obbiettivo e soprattutto finisca quel clima di caccia alla strega nei confronti di chi guida queste vetture.
Che il superbollo sia una di quelle tasse da abolire lo dice anche il vice-ministro dell’Economia Luigi Casero: «È un esempio di politica fiscale che va abbandonata. Molte misure del precedente governo sono frutto di un atteggiamento punitivo».
Gli automobilisti non accettano l’aumento del bollo per tutti e si augurano invece della sola soppressione del superbollo, con l’auspicio di una inversione di tendenza proprio sulla tassazione: la riduzione: si parla sempre di tasse ed aumenti di tasse ma poco dei tagli agli sprechi.
STORIA SUPERBOLLO – Ad onore di cronaca bisogna ricordare che il superbollo porta la firma di Berlusconi e Monti. Nell’estate del 2011 fu introdotto per le auto di potenza superiore a 225 kW, ma l’addizionale fu inasprita dopo appena qualche mese dal governo Monti, che ne raddoppiò l’importo (da 10 a 20 euro/kW) e ne abbassò la soglia di applicazione, da 225 a 185 kW.
RIPERCUSSIONE NEGATIVA  – Ricordiamo che il crollo delle vendite nel settore auto ha comportato meno lavoro per tutti, meno riparazioni (lavoro d’officina), meno carburante (meno accise incassa lo stato), meno gomme e ricambi (minori entrate fiscali), chiusura di concessionarie (meno entrate fiscali tra le quali l’IRAP), meno posti di lavoro.

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Giovanni Mancini

Ingegnere, pilota, giornalista appassionato da sempre di auto e motori. Segue la direzione di questo portale newsauto.it ed è direttore responsabile dei magazine Elaborare, Elaborare 4x4 ed Elaborare Classic da oltre 20 anni il riferimento degli appassionati. Nell'anno 2004 ha conseguito il titolo di Campione Italiano nel Campionato Velocità Turismo. Pilota attualmente attivo su gare in pista del Campionato Italiano Turismo e nei monomarca Seat e Renault. Tra le tante auto speciali provate ce n'è una in particolare (esclusiva italiana): la Mazda 787B vincitrice della 24H di Le Mans nel 1991.

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